1 giugno 2010
Enti culturali - Ecco una delle principali modifiche al testo finale del decreto della manovra: è saltata, dopo l’intervento del presidente Napolitano: la lista degli enti culturali e storici per i quali era previsto un ridimensionamento dei finanziamenti. I fondi vengono comunque “ridotti del 50 per cento rispetto al 2009”. La norma coinvolge i ministeri competenti: “Al fine di procedere a razionalizzazione e riordino delle modalità con le quali lo Stato concorre al finanziamento dei predetti enti – è scritto nel testo – i ministri competenti con decreto da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto stabiliscono il riparto delle risorse disponibili.
Province - Tra gli aspetti più discussi della Finanziaria c’è l’accorpamento delle province. Nelle bozze del decreto legge si prevedeva l’accorpamento delle amministrazioni provinciali con meno di 220 mila abitanti. Tutti i commi dedicati alle province sono saltati nella versione definitiva del decreto legge: segno che non ci sarà nessuna soppressione delle micro province. Aumentano continuamente anche i micro comuni: nel 1951 erano 7810, oggi ne abbiamo 8101. Solo in Lombardia ci sono 1546 comuni, 146 dei quali sono sotto i mille abitanti. L’aumento (costoso) degli organismi comunali e provinciali è in decisa controtendenza rispetto al resto d’Europa.
Turisti a Roma - Nel testo definitivo della manovra si conferma quanto trapelato nei giorni scorsi, cioè che verrà richiesto un contributo di soggiorno a tutti i turisti che visiteranno la capitale. Nel decreto legge, alla voce “Roma Capitale”, si prescrive infatti che si debbano versare “fino all’importo massimo di 10 euro per notte”. Anche se, a quanto si apprende, la cifra completa di 10 euro la pagherà solo chi spenderà più di 300 euro a notte. Saranno invece esentati pensioni e bed&breakfast. A Roma questa tassa si pagherà a partire dal 2011. Inoltre è prevista la “maggiorazione, fino al 3 per mille, dell’Ici sulle abitazioni diverse dalla prima casa, tenute a disposizione”.
I soldi europei - Per quanto riguarda i fondi europei per le aree sottosviluppate, si era in un primo tempo ipotizzato che potessero essere gestiti direttamente da Palazzo Chigi. Invece i fondi Fas rimarranno di competenza del ministero dello Sviluppo economico, pur prevedendo una ricognizione che in 60 giorni dovrà essere fatta con decreto del presidente del Consiglio di concerto con i ministri dell’Economia e dello Sviluppo. “Le risorse del fondo per le aree sottoutilizzate restano nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico. Restano ferme le funzioni di controllo e monitoraggio della Ragioneria generale dello Stato. Viene poi trasferita al ministero dello Sviluppo la vigilanza sul “Comitato Nazionale permanente per il microcredito”.
Inail e Inps - Resta nel testo finale della manovra la modifica degli enti previdenziali, già prevista nelle bozze. Il decreto legge prevede infatti l’accorpamento degli enti a Inail e Inps. Vengono cancellati anche Isae e l’Ente italiano della Montagna, che finiscono nei rispettivi ministeri di competenza. In particolare – come è scritto nell’articolo 7 della Finanziaria – l’Ipsema e l’Ispesl vedranno passare le funzioni all’Inail; l’Ipost all’Inps. Vengono soppressi anche l’istituto affari sociali, le cui funzioni passano all’Isfol e l’Enappsmasad, cioè l’ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori e scultori, musicisti, scrittori e autori drammatici che passa all’Enpals.
Da il Fatto Quotidiano dell'1 giugno
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
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