25 maggio 2010
Sostiene Scodinzolini che il problema del Tg1 erano Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, che “accompagnano le notizie con la mimica facciale e danno giudizi indiretti: questa è positiva, questa è negativa”. Ma ora il problema è risolto: la Ferrario l’ha rimossa lui e la Busi si è rimossa da sola. Resta Attilio Romita, quello che non ha mimica facciale nel senso che ride sempre, a prescindere, senza sapere perché, sia che annunci uno sterminio di massa, sia che informi di una manovra finanziaria da 25 miliardi, tuttovabenmadamalamarchesa. È come Calderoli: talmente giulivo di stare dove sta e mai avrebbe immaginato di stare che non riesce a trattenere la gioia incontenibile.
Restano da chiarire un paio di punti. Primo: come facevano la Busi e la Ferrario ad “accompagnare le notizie con la mimica facciale”, visto che il Tg1 non dà notizie? Per raccontare il caso, anzi la casa di Scajola, la Telepravda scodinzolina ha impiegato una settimana, il tempo di accertare che Sciaboletta fosse stato scaricato dal premier padrone, cioè politicamente morto: a quel punto, quando ormai i giornali di tutto il mondo avevano raccontato tutto, è arrivato anche il primo tg d’Italia, raccontando con tutte le cautele del caso che il ministro delle Attività produttive aveva scoperto che qualcuno gli aveva pagato la casa a sua insaputa e, per poterlo scovare e punire in tutta calma, si era dimesso. Nell’attesa, ammazzava il tempo con notizione del tipo: “Meglio dimagrire in fretta che un po’ per volta”, “Aspirapolvere miracoloso venduto porta a porta” (ma Vespa non c’entra), “Si chiama Pedibus, è un sistema per accompagnare i bimbi a scuola senza autobus”, “Sembrano vere, in realtà sono finte mucche d’autore”, “Che fine ha fatto la primavera?” (non ci sono più le mezze stagioni), “Si torna a parlare del coccodrillo del lago di Falciano”, “L’abbronzatura artificiale può dare dipendenza?”, “Anche le corde vocali invecchiano: per tenerle in forma, secondo gli esperti, cantare è uno dei messi più sicuri e va ancora meglio se si canta sotto la doccia”, “Arriva lo scanner per la scarpa su misura”, “Si chiama lyng down, consiste nello stendersi a pancia in giù nei posti più strani”, “Allarme obesità a Mosca” (a Palermo invece il problema è il traffico), “Chi non si è imbattuto nello stress del parcheggio in doppia fila?”, “È ora di cena, perché non parlare della pasta?”, “Gli stivali di gomma, un accessorio sempre più diffuso”, “Inventate le mutande anti-scippo”, “Allarme per la medusa quadrata”, “Del maiale non si butta via niente: la sagra del settore espone un cotechino da record”, “Un autista britannico è allergico alla moglie”, “Arrivano i corsi per maggiordomi” (tenuti alternativamente da Minzolini e da Vespa) e infine, a grande richiesta, “Tutti i segreti del peperoncino”.
Quando poi la notizia arriva a tradimento, provvedono le tecnologie a neutralizzarla. L’altroieri l’attore Elio Germano ha dedicato la Palma di Cannes “all’Italia, ma non ai suoi politici”. Il prode Vincenzo Mollica giura di aver inserito la frase nel suo servizio, ma purtroppo è sparita a causa di uno spiacevole “guasto tecnico”. Dicesi guasto tecnico il simpatico aggeggio inserito nelle attrezzature di montaggio per depurare i servizi da malaugurate critiche ai politici. Alle parole “contro” e “politici”, scatta automatico il taglio. Brevettato da Scondinzolini, il marchingegno ci è già stato richiesto dal governo russo dell’amico Putin, da quello bielorusso dell’amico Lukashenko e da quello libico dell’amico Gheddafi.
Secondo e ultimo punto: abolita la mimica facciale davvero sgradevole delle Busi e delle Ferrario, che si fa per la mimica facciale di Minzolingua? Beneficia forse di una speciale dispensa dei vertici Rai? Se è vero che, come diceva Dostoevskij, dopo i 40 ciascuno è responsabile della faccia che ha, urge bollino rosso per segnalare alle famiglie la presenza della faccia di Minzo in fascia protetta, perché possano portare tempestivamente in salvo i minori.
Da il Fatto Quotidiano del 25 maggio
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
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martedì 25 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
'Maggiordomi si diventa' E il Tg1 pop crolla negli ascolti
18 maggio 2010
di Carlo Tecce
Costume e società diventano il meglio del palinsesto: gli inviati si divertono con slitte e centri benessere. La linea del direttore Minzolini piace al governo, meno ai telespettatori
C’è un servizio del Tg1 che riassume l'intera direzione di Augusto Minzolini. Un paio di minuti, presto cresciuti a quindici, per la categoria 'distrazione di massa'. Parlava di libri, piatti e posate: “Esistono ancora scuole per maggiordomi. Scopriamo le materie di studio”. E la cronista Carlotta Mannu, voce narrante, illustrava le posizioni corrette: forchetta a sinistra, coltello a destra, lama sottile per il panino. La morale è nel titolo in sovrimpressione: “Maggiordomi si diventa”. Attenzione, non si nasce.

Le notizie di costume e società conquistano i piani alti e nobili della scaletta, corrodono la politica e l'attualità, stancano e allontano i telespettatori. Errata corrige. I dati Auditel pubblicati domenica – 966 mila italiani persi da febbraio – sono esatti e pure (troppo) leggeri: perché nelle prime due settimane di maggio - sempre in riferimento a febbraio - le fughe superano il milione. Con precisione: 1,2 milioni in tre mesi, ai 966 mila vanno aggiunti i 233 mila di aprile. Un'emorragia costante e quindi preoccupante che colpisce di sbieco l'indice share (1,63 punti), ma ferisce i contatti e l'investimento pubblicitario: capitombolo audience da 7 milioni a 5,8 in cento giorni (fonte Studio Frasi). Sulle pagine ufficiali di Facebook, i commenti fanno intuire il 'distacco' con i telespettatori. O qualcosa di più grave: “Penosi. Il Tg1 dovrebbe essere bandito: siete uno strumento di tortura”, scrive Roberto sulla bacheca. “Ormai siamo al Tg1 pop”, scherza un redattore di Saxa Rubra.
Nei concitati giorni della Cricca, tra appalti, assegni e liste, il Tg1 ha capovolto la cronaca per confondere i telespettatori. Edizione di venerdì scorso: gran risalto alla 'tolleranza zero' sulla corruzione di Berlusconi, silenzio sull'inchiesta e un nome pronunciato con neutralità. Gettato lì come – insegnerebbe il maggiordomo – condimento fastidioso al palato, ma necessario per ingannare il gusto: “Le indagini coinvolgono l'imprenditore Diego Anemone”. Chi, come, perché? Non c'era tempo, forse. Metà del Tg1 è dedicato alle 'diversamente informazioni': cronache surreali di inviati su slitte e carrozze, in ristoranti e centri benessere. Sistemata velocemente la cricca, il direttore Minzolini ha spedito le telecamere nel laboratorio di una giovane artista: “Borse da mangiare: sì, avete capito bene, si tratta di torte griffatissime, identiche ai modelli originali”.
Francesco Giorgino , nemmeno una settimana fa, aveva comunicato qualcosa di memorabile e di opposto: “Meglio dimagrire in fretta che poco per volta. Forse un cambio di tendenza nel mondo delle diete”. Non è un caso isolato, il Tg1 ha scoperto in materia un rimedio dei nostri antenati: “Per arrivare in forma all'estate, c'è la dieta che s'ispira all'epoca paleolitica”. Il cuoco ha idee un po' vaghe: “Verdure cotte e crude, carne cotta e cruda, frutta secca e fresca”. Prima invitano al digiuno, poi mostrano Massimo Mignanelli tra tavoli imbanditi a festa: “Il salone internazionale dell'alimentazione”. Un paradiso terrestre: olio contro le malattie, il pecorino anticolesterolo, il pesto senza glutine.
Ampia vulgata sul telefonino: effetti collaterali, galateo per le conversazioni, mania per i messaggini. Intervista a studenti orgogliosi: “Io? Ricevo oltre cinquanta sms al giorno”. Non mancano le ricorrenze: i cent'anni del treno più alto d'Europa, i cinquant'anni delle magliette. E per i cultori del giallo: i cacciatori di fulmini. “Tanti in americano, qualcuno in Italia. Abbiamo incontrato uno di loro”. Guarda che fortuna.
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
di Carlo Tecce
Costume e società diventano il meglio del palinsesto: gli inviati si divertono con slitte e centri benessere. La linea del direttore Minzolini piace al governo, meno ai telespettatori
C’è un servizio del Tg1 che riassume l'intera direzione di Augusto Minzolini. Un paio di minuti, presto cresciuti a quindici, per la categoria 'distrazione di massa'. Parlava di libri, piatti e posate: “Esistono ancora scuole per maggiordomi. Scopriamo le materie di studio”. E la cronista Carlotta Mannu, voce narrante, illustrava le posizioni corrette: forchetta a sinistra, coltello a destra, lama sottile per il panino. La morale è nel titolo in sovrimpressione: “Maggiordomi si diventa”. Attenzione, non si nasce.
Le notizie di costume e società conquistano i piani alti e nobili della scaletta, corrodono la politica e l'attualità, stancano e allontano i telespettatori. Errata corrige. I dati Auditel pubblicati domenica – 966 mila italiani persi da febbraio – sono esatti e pure (troppo) leggeri: perché nelle prime due settimane di maggio - sempre in riferimento a febbraio - le fughe superano il milione. Con precisione: 1,2 milioni in tre mesi, ai 966 mila vanno aggiunti i 233 mila di aprile. Un'emorragia costante e quindi preoccupante che colpisce di sbieco l'indice share (1,63 punti), ma ferisce i contatti e l'investimento pubblicitario: capitombolo audience da 7 milioni a 5,8 in cento giorni (fonte Studio Frasi). Sulle pagine ufficiali di Facebook, i commenti fanno intuire il 'distacco' con i telespettatori. O qualcosa di più grave: “Penosi. Il Tg1 dovrebbe essere bandito: siete uno strumento di tortura”, scrive Roberto sulla bacheca. “Ormai siamo al Tg1 pop”, scherza un redattore di Saxa Rubra.
Nei concitati giorni della Cricca, tra appalti, assegni e liste, il Tg1 ha capovolto la cronaca per confondere i telespettatori. Edizione di venerdì scorso: gran risalto alla 'tolleranza zero' sulla corruzione di Berlusconi, silenzio sull'inchiesta e un nome pronunciato con neutralità. Gettato lì come – insegnerebbe il maggiordomo – condimento fastidioso al palato, ma necessario per ingannare il gusto: “Le indagini coinvolgono l'imprenditore Diego Anemone”. Chi, come, perché? Non c'era tempo, forse. Metà del Tg1 è dedicato alle 'diversamente informazioni': cronache surreali di inviati su slitte e carrozze, in ristoranti e centri benessere. Sistemata velocemente la cricca, il direttore Minzolini ha spedito le telecamere nel laboratorio di una giovane artista: “Borse da mangiare: sì, avete capito bene, si tratta di torte griffatissime, identiche ai modelli originali”.
Francesco Giorgino , nemmeno una settimana fa, aveva comunicato qualcosa di memorabile e di opposto: “Meglio dimagrire in fretta che poco per volta. Forse un cambio di tendenza nel mondo delle diete”. Non è un caso isolato, il Tg1 ha scoperto in materia un rimedio dei nostri antenati: “Per arrivare in forma all'estate, c'è la dieta che s'ispira all'epoca paleolitica”. Il cuoco ha idee un po' vaghe: “Verdure cotte e crude, carne cotta e cruda, frutta secca e fresca”. Prima invitano al digiuno, poi mostrano Massimo Mignanelli tra tavoli imbanditi a festa: “Il salone internazionale dell'alimentazione”. Un paradiso terrestre: olio contro le malattie, il pecorino anticolesterolo, il pesto senza glutine.
Ampia vulgata sul telefonino: effetti collaterali, galateo per le conversazioni, mania per i messaggini. Intervista a studenti orgogliosi: “Io? Ricevo oltre cinquanta sms al giorno”. Non mancano le ricorrenze: i cent'anni del treno più alto d'Europa, i cinquant'anni delle magliette. E per i cultori del giallo: i cacciatori di fulmini. “Tanti in americano, qualcuno in Italia. Abbiamo incontrato uno di loro”. Guarda che fortuna.
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
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