domenica 8 gennaio 2012

La Corea del Nord dopo Kim Jong Il


Un erede troppo giovane e il peso del fattore militare


Un Kim dopo Kim. Dopo la morte di Kim Jong Il, il suo terzogenito Kim Jong Un dovrebbe prendere il suo posto, ma la transizione non appare semplice.
Facciamo un bilancio dei 17 anni di leadership del defunto "caro leader" e ipotizziamo qualche scenario futuro con Rosella Ideo, coreanista ed esperta di Asia orientale.

Chi era Kim Jong Il?

Diventa delfino del padre, Kim Il Sung, con un lungo processo di successione, durato circa quindici anni: un passaggio di consegne preparato facendo piazza pulita di tutti gli ostacoli alla sua scalata al potere. Kim Il Sung muore nel 1994, dopo un "regno" di trentadue anni. Era stato uno dei leader più amati del Novecento: aveva creato lo Stato nordcoreano su basi di eguaglianza, una cosa che in Corea non si era mai vista. Negli ultimi dieci anni della sua vita, c'era stata una diarchia di fatto, in cui padre e figlio lavoravano a stretto contatto.
Quando il potere passa a Kim Jong Il nel 1994, la situazione politica è sostanzialmente stabile, mentre quella economica e sociale è invece molto grave, tant'è che nel 1995 scoppia una carestia che inaugura in un certo senso il nuovo "regno" e che colpisce un Paese di fatto industrializzato e con un alto livello di scolarizzazione.

Nel frattempo c'è anche la prima crisi nucleare, che viene ricomposta ancora dal vecchio Kim e da Jimmy Carter, con accordi informali ma precisi che verranno poi rispettati dalla presidenza Clinton.
Kim Jong Il non riesce però a gestire l'emergenza economica. La sua preoccupazione principale diventa allora quella di consolidare il potere della propria famiglia all'interno, tenendo alta l'allerta internazionale. Questa strategia, che dura anche negli anni delle due amministrazioni Bush, punta paradossalmente a garantirsi proprio l'appoggio degli Stati Uniti, attraverso una pace bilaterale sulla testa di Seul. Con l'arrivo di Obama, il "Caro Leader" capisce che questa strategia non ha funzionato.
All'attivo di Kim Jong Il non c'è molto, se non il successo nel mantenersi al potere e nel conservare intatte le strutture fondamentali dello Stato nordcoreano, progettato dal padre.

In Occidente circolano voci che Kim potrebbe essere morto per cause non naturali. Si parla per esempio di un interesse di alcuni ambienti militari a una sua uscita di scena per forzare la mano verso le riforme. È plausibile?

Non lo ritengo probabile. Era molto malato dai tempi dell'ictus del 2008, che lo aveva fatto sparire dalla circolazione per tre mesi. La sua sorte era segnata. Le voci circolano come in tutti i casi in cui c'è un regime di cui si sa poco o nulla. Di fatto, potrebbe essere tranquillamente morto per un secondo ictus. Va detto che era nell'interesse di tutti che lui vivesse, garantendo una situazione tutto sommato stabile.

Cosa succede adesso?

Le incognite sono molte. Dobbiamo vedere le prossime mosse delle forze armate. L'erede è giovane, il processo di successione è incompleto, perché Kim Jong Un è stato nominato delfino solo un anno fa. È un personaggio di cui si sa poco, perfino l'età anagrafica è controversa: 27 o 28 anni? Si sa solo che ha studiato in Svizzera.
L'anno prossimo, nel 2012, ricorre il centenario della nascita di Kim Il Sung. Sarà un evento importantissimo per cui lo stesso Kim Jong Il stava preparando festeggiamenti imponenti. Vedremo in che condizioni ci arriveremo, per il momento è necessario tenere d'occhio le forze armate e il tutore, il mentore di Kim Jong Un, cioè suo zio Jang Song Taek: è vicepresidente della commissione nazionale di Difesa - il cui presidente era il defunto Kim - quindi figura potentissima. Seguirà le volontà di Kin Jong Il? Agirà in proprio, per il potere personale, o sarà un fedele tutore del giovane senza esperienza? Si aggiunga anche che in un Paese confuciano come la Corea del Nord, ci sono preclusioni verso la leadership incarnata da un giovane. E le forze armate, da parte loro, manifesteranno una fedeltà personale a Jang Song Taek oppure continueranno a essere fedeli alla dinastia del Kim, che negli ultimi anni non ha garantito un livello di sussistenza neppure minimo ai nordcoreani? Ci sarà un "si salvi chi può"? Tutto è possibile.

Una soluzione "alla cinese" è all'orizzonte? Qual è oggi lo stato dei rapporti tra Corea del Nord e Cina?

Negli ultimi anni, la Cina è stata l'unico puntello diplomatico della Corea del Nord, nonché l'unico Paese che l'ha aiutata concretamente attraverso la fornitura di materie prime, soprattutto petrolio. Da questa posizione, Pechino ha sempre cercato di spingere Kim Jong Il in direzione di riforme "alla cinese": non c'è mai riuscita. Nelle poche visite che Kim ha fatto in Cina, è sempre stato portato a visitare poli industriali, Zone Economiche Speciali, affinché si rendesse conto della necessità di avviare riforme verso la modernizzazione. La Cina ha fatto anche investimenti in Corea: nel 2009, Wen Jiabao ha visitato il Paese per confermare i legami e per spingere il Paese verso riforme strutturali.
I rapporti con la Cina sono molto buoni, perché i cinesi a differenza degli americani sono sempre stati molto vicini ai nordcoreani. Hanno sempre usato un linguaggio diplomatico felpato sia verso il Paese sia verso Kim Jong Il. È una vicinanza "intelligente", perché ha anche permesso alla Cina di comprendere i reali equilibri di potere all'interno della leadership nordcoreana. Per Pechino, non ne ha mai fatto mistero, c'è anche un chiarissimo interesse nazionale, perché la destabilizzazione della Corea del Nord sarebbe un problema enorme: milioni di profughi passerebbero il confine tra i due Paesi, destabilizzando le regioni nord-orientali della Cina, dove vive tra l'altro una fortissima minoranza coreana. Anche la Corea del Sud ha gli stessi problemi. Quindi sia Pechino sia Seul monitorano con attenzione la situazione nordcoreana.

Gabriele Battaglia

fonte: www.peacereporter.net

sabato 7 gennaio 2012

Saluti da Cortina



fonte: https://www.facebook.com/nocensura

D.ssa Terry Wahls: Come ho sconfitto la Sclerosi Multipla

Che l'alimentazione sia importante per rimanere in buona salute è una cosa ormai nota anche nell'ambiente medico ed ha dato via ad una scienza relativamente recente di nome nutrigenomica. Ma che un drastico cambio alimentare potesse portare a dei risultati curativi così stupefacenti, è sicuramente meno noto.

Alla dott.ssa Terry Wahls, persona sportiva che come tante altre conduceva una vita normale, una decina d'anni fa fu diagnosticata la Sclerosi Multipla, una malattia cronico degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale che generalmente non porta alla morte ma conduce ad una progressiva disabilità molto grave.



Nonostante non esistano cure, e grazie anche all'ambiente che la Dott.ssa Wahls, come medico, conosceva, è stata ricoverata nelle cliniche più moderne, visitata dagli specialisti migliori, ed ha potuto assumere i medicinali più innovativi e promettenti.

Tutto ciò ha portato ad un piccolo rallentamento del declino clinico ma purtroppo la malattia nel frattempo era transizionata allo stadio secondario progressivo, costringendola su di una sedia a rotelle.

Terry non si è però persa d'animo, ed avendo visto che su pubmed erano disponibili molte ricerche che potevano essere correlate alla sua patologia ha deciso di rimboccarsi le maniche ed approfondire la sua conoscenza della materia. Internet è stata per lei la più grande risorsa.

Dopo aver cominciato a sperimentare su di sè, con scarso risultato, farmaci e composti sperimentali è arrivata alla conclusione che un drastico cambio alimentare mirato potesse in qualche modo aiutare l'errato processo metabolico che avviene nelle sue cellule cerebrali e... il resto vale la pena ascoltarlo dalla sua voce mentre racconta l'esperienza, in piedi, camminando sul palco

Traduzione e sottotitolatura a cura di Dusty per il Portico Dipinto

fonte: www.luogocomune.net

venerdì 6 gennaio 2012

VITTORIO ARRIGONI, DELUSIONE PER ANDAMENTO PROCESSO


Il processo che prometteva verità e giustizia in tempi rapidi sembra impantanarsi. Nuovi particolari emergono dalle confessioni degli imputati Vittorio è stato pedinato per due mesi. A ucciderlo sono stati in tre.
MICHELE GIORGIO
Gaza, 06 gennaio 2012, Nena News – Ha un limite la comprensione per i problemi e le difficoltà che a Gaza attraversa il sistema giudiziario. Non è accettabile quanto è accaduto ieri alla Corte militare della Striscia dove da quattro mesi è in corso il processo agli imputati per il sequestro e l’assassinio di Vittorio Arrigoni compiuti lo scorso aprile a Gaza da una sedicente cellula salafita.

Le indiscrezioni annunciavano un’udienza di particolare importanza. Speravamo perciò di assistere ad un dibattimento concreto, sui motivi di un sequestro e di un assassinio che hanno generato forte sdegno a Gaza e in Italia. Vittorio era un amico dei palestinesi, era impegnato a diffondere informazioni dettagliate e continue sulla condizione di Gaza e a cercare di proteggere, con la sua presenza nelle aree a rischio, contadini e pescatori (i più danneggiati dalle misure nei confronti di Gaza che attuano le autorità militari israeliane). Ma ieri le cose sono andate nella direzione opposta a quella sperata. L’ultima udienza è stata la più breve delle nove che si sono svolte dallo scorso 8 settembre ad oggi ed anche la più inutile e, per certi versi, paradossale.

La prima sorpresa è venuta da Amr Abu Ghoula, uno dei quattro imputati, agli arresti domiciliari perché accusato di reati minori. Abu Ghoula ieri non si è fatto trovare nella gabbia degli imputati, violando l’ordine di presentarsi all’udienza. La corte, registrata la sua assenza, ha subito spiccato un mandato di arresto ma fino a ieri sera di Abu Ghoula non si sapeva nulla.

La seconda sorpresa è stata la rapidità con la quale la stessa corte, dopo aver appreso che la difesa non aveva ricevuto alcuni documenti relativi alle prove prodotte dalla procura militare, ha aggiornato il processo al 16 gennaio. Quattro-cinque minuti in tutto, questa la durata dell’udienza. È inaccettabile.

A settembre il procuratore aveva parlato di tempi molto stretti per lo svolgimento del processo nel pieno rispetto, naturalmente, dei diritti degli imputati e di tutte le parti coinvolte. Senza dimenticare le assicurazioni date alla famiglia Arrigoni e all’Italia da Ghazi Hamad, vice ministro degli esteri del governo di Hamas. Di mesi però ne sono già passati quattro e nove udienze non sono bastate ad andare alla sostanza di un assassinio che lo scorso aprile ha fatto il giro del mondo. Tutto ciò è un affronto, a nostro avviso, alla famiglia Arrigoni che pure ha scelto la riservatezza, evitando di commentare pubblicamente le indagini e il processo. Senza dimenticare che Egidia Beretta e Alessandra Arrigoni, la madre e la sorella di Vittorio, il mese scorso, rispondendo ad un appello dei famigliari degli imputati, avevano espresso apertamente la loro opposizione ad una eventuale sentenza di condanna a morte (che a Gaza danno per certa).

Egidia Beretta e Alessandra Arrigoni però avevano chiesto anche giustizia e chiarezza su un delitto che si rivela più terribile man mano che emergono nuovi particolari dalle confessioni fatte dagli imputati (che ora non affermano più di averle firmate sotto pressione). Una fonte giornalistica di Gaza ha consegnato al manifesto i testi delle confessioni di due degli imputati, Mahmud Salfiti e Khader Ijram, che aggiungono particolari importanti a fatti già noti. Ijram – vigile del fuoco presso la stazione della difesa civile situata di fronte all’edificio dove Vittorio aveva vissuto per lungo tempo – ha fornito per due mesi alla (presunta) cellula salafita informazioni dettagliate sui movimenti dell’attivista italiano. Agli inquirenti ha spiegato candidamente di «non aver avuto la forza di dire di no» al suo amico Tamer Hasasnah, uno degli imputati e, stando a quanto è emerso, responsabile dell’organizzazione tecnica del sequestro. Ancora più importanti appaiono le confessioni di Mahmud Salfiti. Rispondendo alle domande della polizia subito dopo il suo arresto, Salfiti ha detto che tutti i membri della cellula avevano accettato senza tentennamenti la decisione presa dal «capo», il giovane giordano Abdel Rahman Breizat (ucciso assieme al palestinese Bilal Omari in uno scontro a fuoco con la polizia di Hamas), di «eliminare l’ostaggio» di fronte ad un rifiuto del governo di Gaza di scarcerare lo sceicco salafita al Maqdisi che intendevano scambiare con Vittorio. Salfiti ha anche riferito agli inquirenti che sono stati in tre ad uccidere l’italiano e non solo Breizat come, invece, si era inizialmente appreso. La decisione di non rispettare l’ultimatum e di assassinare l’ostaggio, allo scopo di darsi la fuga, è stata presa da Breizat ma sempre con il consenso pieno e convinto degli altri membri della cellula. Rimane in piedi peraltro l’ipotesi che il giordano abbia eseguito le istruzioni di un regista esterno, deciso a far tacere una voce scomoda. Nena News

FONTE: http://nena-news.globalist.it/?p=16169

BP chiede maxirisarcimento per il disastro nel Golfo del Messico



Continua il “gioco delle colpe” fra le società coinvolte nella gestione della piattaforma Deepwater Horizon, esplosa nell’aprile 2010

Il gioco delle colpe era iniziato fin da subito. Fin dalle prime ore, con le tonnellate di combustibile che si sversavano in mare, con la marea nera che avanzava inesorabile verso il Golfo del Messico, col rombo dell’esplosione che ancora riecheggiava sulla distesa d’acqua e i corpi degli 11 operai uccisi ancora a terra. Già da allora BP e le varie concessionarie che lavoravano sulla piattaforma avevano iniziato ad addossarsi le colpe a vicenda.

Un gioco che continua a tutt’oggi. Dei 40 miliardi di dollari che la British Petroleum stima di dover impiegare per coprire i costi relativi al disastro della Deepwater Horizon, circa 20 sono stati chiesti alla Halliburton, la concessionaria di BP che forniva il cemento per il campo petrolifero di Macondo.

Quello che nel 2010 è stato il più grave disastro ambientale della storia americana rischia di trasformarsi anche in un caso giudiziario. La BP, infatti, accusa la Halliburton di avere gravi responsabilità nei fatti dell’aprile 2010; Don Haycraft, avvocato della Bp, ha così presentato una richiesta di risarcimento alla Corte federale di New Orleans.

Nell’occasione l’avvocato ha anche stilato la lista dei costi che la multinazionale britannica sarebbe costretta ad affrontare. Circa 42 miliardi di dollari totali, per ripulire l’area e rimborsare lo stato del Messico e le vittime della catastrofe ambientale. Tale sarebbe “l’ammontare dei costi e delle spese sostenuti dalla Bp per ripulire e bonificare la fuoriuscita di petrolio, la perdita di profitti da e/o diminuzione di valore del Macondo prospect e tutti gli altri costi e danni subiti dalla Bp relativi all’incidente della Deepwater Horizon ed alla conseguente fuoriuscita di petrolio”.

Fino ad oggi Bp ha speso 14 miliardi di dollari per far fronte alla crisi e ha messo da parte 20 miliardi di dollari per i rimborsi.

La Halliburton, grande impresa statunitense che alla Bp forniva beni e servizi per il progetto di trivellazione offshore in acque profonde, risponde alle accuse sostenendo che il contratto che aveva con Bp la rendeva esente da ogni responsabilità. Con un pacco di documenti i suoi legali accusano proprio i dipendenti della Bp di aver causato l’esplosione sulla piattaforma. Il portavoce dell’azienda, Beverly Stafford, rincara la dose: “Halliburton ritiene di essere totalmente indenne dalle accuse della Bp per eventuali perdite risultanti dall’incidente di Macondo e dalle eventuali sanzioni derivanti dalle violazioni”.

Sull’entità del risarcimento ancora non è stata avanzata una richiesta precisa, ma alcune dichiarazioni dell’avvocato Haycraft fanno supporre una cifra che si aggira attorno ai 20 miliardi.

Oltre a BP e Halliburton ci sono anche altri soggetti imputati a vario titolo nel processo sul disastro ambientale: la multinazionale svizzera Transocean, proprietaria della Deepwater Horizon, la Cameron International, produttrice delle attrezzature utilizzate per la prevenzione degli sversamenti, l’Anadarko Petroleum, che possedeva parte delle licenze di prospezione di Macondo, e la Moex Offshore LLC di Mitsui & Co, proprietaria di una quota del pozzo esploso. Fino ad ora solo la Transocean e la Halliburton non hanno raggiunto accordi transattivi con la BP.

A.D.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/bp_chiede_risarcimento_golfo_messico.html

Tratto da: BP chiede maxirisarcimento per il disastro nel Golfo del Messico | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/01/06/bp-chiede-maxirisarcimento-per-il-disastro-nel-golfo-del-messico/#ixzz1ifaxi61n
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giovedì 5 gennaio 2012

Ciò che comunemente si crede rispetto al debito pubblico



di Susanna Berti Franceschi.
In realtà la maggior parte dei cittadini crede a) che il governo non possa essere così stupido o corrotto da permettere a un cartello di banche private di governare il paese (sbagliato!) o
b) che la parola “federale” significa che essa fa parte del governo (ugualmente sbagliato!).
Nel Regno Unito, ci viene venduta l’illusione che la Banca d’Inghilterra sia nazionalizzata e quindi sotto il controllo del governo. La Banca d’Inghilterra è uno dei punti focali della rete finanziaria dell’Elite, ed ha continuato ad essere controllata dall’Elite dopo che è stata nazionalizzata dal Governo laburista del dopoguerra, diventando una banca privata non ufficiale.
L’intero castello di carte e il controllo della razza umana si basa sull’imposizione di interessi sul denaro. La questione dell’interesse è cruciale. Non c’è niente di male nel denaro se esso viene usato solo come strumento di scambio per beni e servizi. E’ quando si cominciano a imporre interessi sul denaro, la maggior parte del quale non esiste nemmeno materialmente, che sorgono enormi pericoli. A quel punto si può ricavare più denaro solo manipolando pezzi di carta e numeri elettronici di quanto se ne possa ricavare producendo beni essenziali e servizi che rispondono alle esigenze della gente. Con l’imposizione di interessi, il denaro insegue quelli che ce l’hanno già e ignora chi non ne ha. Le abissali divisioni sociali e finanziarie del mondo sono provocate dall’imposizione di interesse sul denaro. La produzione viene modificata sulla base dell’avidità e non della domanda, e i ricchi si arricchiscono, mentre i poveri si impoveriscono. Spesso non è il costo di una casa che impedisce alla gente di comprarla, ma il fatto che ne dobbiamo comprare tre o quattro per averne una!

Non c’è alcuna ragione per cui un governo non possa stamparsi i suoi soldi privi di interesse e prestarli, senza gravarli d’interesse alla popolazione affinché si compri una casa, magari con una piccola tassa una-tantum per coprire i costi di amministrazione. L’unica cosa che frena questa soluzione è la mancanza di volontà da parte dei politici appartenenti a tutti i partiti, controllati direttamente dall’Elite o dai suoi manipolatori economici. Pensate a come le tasse potrebbero essere drasticamente ridotte, o addirittura abolite,se i nostri governi – in altre parole, la gente – non dovessero rimborsare cifre stratosferiche sotto forma di interessi su denaro “preso in prestito” dalle banche. Un amico che lavora nel settore finanziario mi ha detto che per ogni sterlina o dollaro esistente in contante, ne esistono (o meglio non esistono!) altri 30 milioni sotto forma di “credito” elettronico. Il pastore Sheldon Emery ha descritto molto bene questo sistema di creazione del debito da parte del governo nel suo libro,
Billions For The Banks, Debts For The People:
"Il governo federale, avendo speso più di quanto ha incassato dai suoi cittadini in termini di tasse, ha bisogno, mettiamo, di 1 miliardo di dollari. Dal momento che non ha i soldi (il Congresso ha rinunciato alla sua facoltà di “crearlo”), il governo deve andare a chiedere ai “creatori” 1 miliardo di dollari. Ma la Riserva Federale, una compagnia privata, non concede denaro tanto facilmente! I banchieri sono disposti a consegnare 1 miliardo in contanti o sotto forma di credito al governo federale solo se quest’ultimo lo rimborserà con gli interessi! Così il Congresso autorizza il Ministero del Tesoro a stampare 1 miliardo di dollari in buoni del tesoro, che vengono poi consegnati ai banchieri della Riserva Federale. La Riserva Federale paga il costo della stampa del miliardo di dollari (circa 1.000 dollari) e lo consegna al governo, il quale lo usa per pagare le sue obbligazioni. Quali sono i risultati di questa fantastica transazione? Beh, 1 miliardo di dollari va a sanare le fatture del governo, ma il governo ha ora indebitato la gente nei confronti delle banche per una cifra pari agli interessi imposti su 1 miliardo di dollari! Decine di migliaia di simili transazioni sono avvenute dal 1913 [quando la Riserva Federale è stata creata] cosicché negli anno Ottanta, il governo statunitense si è indebitato nei confronti dei banchieri per più di 1 miliardo di miliardi di dollari, su cui la gente paga più di 100 miliardi di dollari all’anno di interesse senza alcuna speranza di riuscire a rimborsare il capitale… [Oggi le cifre sono molto più alte]… Probabilmente i nostri figli e le generazioni future continueranno a pagare per l’eternità! Voi dite, “E’ terribile!” Si, lo è, ma vi abbiamo mostrato solo una parte di questa sordida storia. All’interno di questo scellerato sistema, quei buoni del tesoro sono ora diventati “patrimonio” delle banche del Sistema della “riserva” per “creare” ulteriore “credito” da dare in prestito. Gli attuali fabbisogni di “riserve” gli permettono di usare quel miliardo di dollari in buoni del tesoro per “creare” 15 miliardi in nuovo “credito” da prestare agli Stati, ai Comuni, ai privati e alle aziende. Oltre all’originale miliardo di dollari, essi potrebbero avere 16 miliardi di “credito creato” dal pagamento degli interessi sui prestiti, mentre l’unico costo da loro sostenuto equivale ai 1.000 dollari della stampa del miliardo originale! Dal momento che il Congresso statunitense non emette denaro costituzionale dal 1863, se la gente vuole avere i soldi sufficienti a portare avanti attività commerciali, è obbligata a prendere in prestito il “credito creato” dai banchieri del monopolio e a pagare loro interessi da usura!"

Il termine “denaro costituzionale” allude alla Costituzione degli Stati Uniti, che afferma: “Il Congresso avrà il potere di coniare il denaro e regolarne il valore”. Purtroppo, vuoi per caso o di proposito, essa non dice che il Congresso avrà sempre il potere di coniare denaro e regolarne il valore, e che nessun altro potrà fare queste cose. Le conseguenze di ciò sono state abbastanza spaventose per l’America e per il mondo: nel 1910, il debito federale era solo di 1 miliardo, o 12,40 dollari a persone. I debiti statali e locali erano molto ridotti o inesistenti; nel 1920, solo sette anni dopo che la Riserva Federale era stata fondata, il debito del governo statunitense ammontava a 24 miliardi di dollari, 228 dollari per ogni cittadino; nel 1960, il debito nazionale era di 284 miliardi di dollari o 1.575 dollari a testa; nel 1981, il debito salì a un miliardo di miliardi di dollari e da allora è andato aumentando sempre più. Se gli Stati Uniti nella loro interezza venissero ceduti ai banchieri come risarcimento dei debiti, ci vorrebbero ancora due, forse tre America per saldare completamente i debiti! Non fu senza ragione che Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori, disse:
"Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato".

Dopo gli anni Sessanta, il governo del Regno Unito pagava ogni anno 1 miliardo di sterline di interesse sui prestiti. Nel 1993 la cifra era salita a 24,5 miliardi. Il governo aveva preso dei prestiti per pagare gli interessi sui prestiti mentre il capitale non era ancora stato rimborsato.
Confrontate quei 24,5 miliardi di sterline spese per pagare gli interessi con i 33 miliardi spesi quell’anno per la sanità e gli 11 miliardi che sono andati all’istruzione. Non lamentatevi se mancano i libri scolastici o se gli edifici vanno a pezzi. I banchieri devono pur mangiare, no?
La creazione del debito attraverso l’imposizione di interesse rende anche possibile la conquista del mondo da parte di una minoranza. I banchieri possono accumulare o manipolare affari concedendo o rifiutando prestiti.
Un tipico scenario si verifica con lo sviluppo dell’agricoltura e l’allevamento basata su grandi aziende, che utilizzano tecniche industriali, insetticidi, erbicidi, fertilizzati chimici e con le multinazionali che utilizzano OGM.
Ci viene raccontato che tali aziende assicurerebbero profitti più alti, in realtà è vero il contrario: sono le piccole aziende che utilizzano le tecniche della bioagricoltura a generare maggiori profitti.
Nonostante questo, succede che la produzione agricola è quasi tutta effettuate dalle prime aziende, perché le banche elargiscono in abbondanza crediti alle prime, mentre li rifiutano alle seconde. Non bisogna farsi impressionare dalla capacità di creare profitto delle multinazionali: in realtà, una tipica multinazionale, di solito fa profitti intorno al 2-3% del fatturato, ma richiede ogni anno nuovi investimenti per circa il doppio. Quindi le multinazionali possono affermarsi e svilupparsi solo se sono finanziate dalle banche, in caso contrario fallirebbero nel giro di qualche anno.
Un altro scenario di conquista è quello in cui i banchieri dell’Elite, tutti insieme, rifiutano prestiti a una particolare azienda o compagnia multinazionale. Questo riduce il suo valore in borsa.
A questo punto, quando il prezzo delle sue azioni in borsa precipita, i banchieri comprano grossi blocchi di azioni a prezzi stracciati. Poi cambiano improvvisamente idea e concedono il prestito, aumentando così il valore delle azioni dell’azienda. Allora le banche o vendono le azioni realizzando un buon profitto, o rinsaldano il loro controllo sul consiglio d’amministrazione di quell’azienda.
Cosa fanno le banche una volta acquistato il controllo? Si assicurano che l’azienda prenda sempre più prestiti dalle banche finché viene sommersa dal debito al punto tale che le banche possiedono tutto.
E’ così che le stesse poche persone hanno finito per possedere tutte le maggiori aziende, i media e così via. Una volta acquisito il controllo dei media, è stato facile, nascondere la verità alla gente e propinarci le menzogne necessarie a fuorviarci e a confondersi.
Niente migliorerebbe le condizioni di vita della gente più velocemente della fine dell’imposizione di interessi sul denaro e della ripresa da parte dei governi della stampa del proprio denaro privo di interesse.
Il Presidente Abraham Lincoln si mosse in questo senso creando le banconote “greenbacks”, ma venne ucciso poco dopo, nel 1865, da John Wilkes Booth, un presunto agente della casa Rothschild. Anche il Presidente John F. Kennedy propose la stessa soluzione e alcune delle sue banconote prive di interesse sono ancora in circolazione. Ma fu ucciso dall’Elite a Dallas, in Texas, nel 1963.

http://shobateieten.ilcannocchiale.it/post/2714004.html

Tratto da: Ciò che comunemente si crede rispetto al debito pubblico | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/01/05/cio-che-comunemente-si-crede-rispetto-al-debito-pubblico/#ixzz1iaLxfLrr
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mercoledì 4 gennaio 2012

Banchiere svizzero smaschera i criminali del Bilderberg

Banchiere svizzero smaschera i criminali del Bilderberg





Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg (sopra) da tempo fattorino dei Rothschild, esemplifica i peggiori eccessi dei Bilderbergers.
“Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo “.
“Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere una scusa”.
L’intervista ha avuto luogo il 30 maggio tramite il settimanale russo “NoviDen”
D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?

A: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fù l’unico caso. Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso.
D: Il libro di Perkins è stato tradotto ed è disponibile in russo. Ci può dire di quale banca si tratta e chi è il responsabile?
A: Era una delle prime 3 banche svizzere a quell’epoca il responsabile fù il presidente di un paese del terzo mondo. Non voglio però entrare nei dettagli, mi troverebbero facilmente se dicessi il nome del presidente e il nome della banca. Rischio la mia vita.
D: Non è possibile fare il nome di una persona di quella banca?
R: No non posso, ma vi posso assicurare che tutto ciò è accaduto. Eravamo in molti nella sala riunioni. Il responsabile del pagamento fisico del denaro è venuto da noi (dirigenti) e ci ha chiesto se gli fosse consentito il pagamento di una così grande somma di denaro in contanti. Uno dei direttori spiegò lui il caso e tutti gli altri acconsentirono a procedere.
D: Accaddero spesso cose del genere? I soldi erano una specie di fondi neri?
R: Sì. Questo era un fondo speciale gestito in un posto speciale nella banca dove arrivavano tutte le lettere in codice dall’estero. Le lettere più importanti venivano scritte a mano. Una volta decifrate, contenevano l’ordine di pagare una certa somma di denaro da conti per l’assassinio di persone, il finanziamento di rivoluzioni, il finanziamento di attentati e per il finanziamento di ogni tipo di partito. So per certo che alcune persone all’interno del gruppo Bilderberg erano coinvolti in questo genere di operazioni. Hanno dato l’ordine di uccidere.
D: Puoi dirci in quale anno o decade tutto questo è accaduto?
R: Preferisco non darvi l’anno preciso ma è stato negli anni 80.
D: Hai mai avuto problemi con questo lavoro?
R: Sì, un problema molto grande. La notte non riuscivo a dormire e dopo un po’ lasciai la banca. Diversi servizi segreti provenienti dall’estero, soprattutto di lingua inglese, diedero l’ordine di finanziare azioni illegali, compresa l’uccisione di persone attraverso le banche svizzere. Dovevamo pagare, sotto ordine di potenze straniere, per l’uccisione di persone che non seguirono gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale, per esempio.
D: Quella che stai facendo è una rivelazione molto importante. Perché senti il bisogno di dirlo qui e adesso?
R: Perché il prossimo Bilderberg meeting si farà in Svizzera. Perchè la situazione mondiale peggiora sempre di più. Infine perché le maggiori banche Svizzere sono coinvolte in attività non etiche. La maggior parte di queste operazioni sono al di fuori del bilancio. Non sono sottoposte a verifica e non prevedono tasse. Si parla di cifre con molti zeri. Somme enormi.
D: Si parla di miliardi?
A: Molto ma molto di più, si parla di triliardi, illegali, non sottoposti a controllo fiscale. Fondamentalmente si tratta di una rapina per tutti. Voglio dire le persone normali pagano le tasse e rispettando le leggi. Quello che sta accadendo qui è completamente contro i nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Negli incontri dove fui coinvolto, le discussioni erano completamente contro i nostri principi democratici. Vedete, la maggior parte degli amministratori delle banche svizzere non sono più locali, sono stranieri, soprattutto anglosassoni, sia americani che britannici, non rispettano la nostra neutralità, non rispettano i nostri valori, sono contro la nostra democrazia diretta, basta loro usare le nostre banche come mezzi per fini illegali. Utilizzano enormi quantità di denaro creato dal nulla e distruggono la nostra società e distruggono le persone in tutto il mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono interi paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è l’uomo di punta di una banca tedesca e usa il suo potere per avidità e non rispetta la gente comune. Ha un bel paio di casi legali in Germania e ora anche negli Stati Uniti. E’ un Bilderberger e non si preoccupa della Svizzera o di qualsiasi altro paese.
D: Stai dicendo che, alcune di queste persone che citi parteciperanno alla imminente riunione del Bilderberg a St. Moritz?
R: Sì.
D: Quindi i partecipanti sono attualmente in una posizione di potere?
R: Sì. Hanno enormi quantità di denaro disponibile e lo utilizzano per distruggere interi paesi. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina. Dall’altra parte hanno aperto le porte a tutti i prodotti cinesi in Europa. La popolazione attiva europea guadagna sempre meno. Il vero obiettivo è quello di distruggere l’Europa.
D: Pensa che la riunione del Bilderberg a St. Moritz abbia un valore simbolico? Perché nel 2009 erano in Grecia, nel 2010 in Spagna e guardi cosa è successo loro. Può significare che la Svizzera dovrà subire qualcosa di brutto?
R: Sì. La Svizzera, per loro, è uno dei paesi più importanti, perché vi sono immensi capitali. Si riuniscono in Svizzera anche perchè vogliono distruggere ciò che questa terra rappresenta. Capisca che è un ostacolo per loro, non essendo nella UE o nell’euro, non del tutto controllata da Bruxelles e così via. Per quanto riguarda i “valori” non sto parlando delle grandi banche svizzere, perchè non hanno più niente di svizzero, la maggior parte di esse sono guidate da americani. Sto parlando, invece, del vero spirito svizzero a cui la gente comune tiene.
Certo che l’incontro ha e ha avuto un valore simbolico. Il loro scopo è quello di essere una specie di club elitario esclusivo che gestisce tutto il potere, mentre quelli sotto di loro, appassiscono.
D: Pensa che lo scopo del Bilderberg sia quello di creare una sorta di dittatura globale, controllata dalle grandi imprese globali, dove non esisteranno più gli stati sovrani?
R: Sì, la Svizzera è l’unico posto in cui vige ancora la democrazia diretta e lo stato si trova nel mirino di questi gruppi elitari (proprio perchè non è completamente asservito ad essi). Utilizzano il ricatto del “too big to fail”, come nel caso di UBS per far aumentare il debito del nostro paese, proprio come hanno fatto con molti altri paesi. Quello che si deduce è che forse si vuole fare con la Svizzera quello che è stato fatto con l’Islanda, in cui sia banche che paese erano in bancarotta.
D: Anche l’UE è sotto queste influenze negative?
R: Certo. L’Unione europea è sotto la morsa del Bilderberg.
D: Come pensa che si potrebbe fermare questo piano?
R: Beh, questa è la ragione per cui mi rivolgo a voi. La verità. La verità è l’unica strada. Fare luce sulla situazione, esporli ai riflettori. A loro non piace molto essere al centro dell’attenzione. Dobbiamo creare trasparenza nel settore bancario e in tutti i livelli della società.
D: Quello che sta dicendo ora, è che c’è un lato sano del business delle banche svizzere, mentre ci sono delle “mele marce”, cioè alcune grosse banche che fanno cattivo uso del sistema finanziario, per portare a termine le loro attivitù illegali.
R: Sì. Le grandi banche formano il loro personale con i valori anglo-sassoni. Li formano ad essere avidi e spietati. Avidità e spietatezza che stanno distruggendo la Svizzera e tutti gli altri paesi europei e mondiali. Come paese abbiamo, se si guardano le banche piccole e medie, la maggior correttezza finanziaria al mondo. Sono le banche grandi che operano a livello mondiale che sono fonte di problemi. Esse non sono più svizzere e non si considerano tali.
D: Pensi che sia una buona cosa che la gente stia esponendo il Bilderberg e mostrando chi siano veramente i suoi componenti?
R: Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo. Queste persone vengono controllate tramite il ricatto data la loro debolezza mentale. Devono seguire ordini o saranno svergognati pubblicamente, distrutti o addirittura uccisi.
D: Da quando Ackermann è nel comitato direttivo del Bilderberg, pensa che abbia preso delle decisioni importanti?
R: Sì. Ma ce ne sono molti altri, come Lagarde, che probabilmente sarà il prossimo capo del FMI, ed è anche un membro del Bilderberg, poi Sarkozy e Obama. Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere la scusa.
D: Quindi è questa la sua paura?
A: Non è solo paura, ne sono certo. Come ho detto, hanno dato l’ordine di uccidere, sono quindi in grado di compiere azioni terribili. Se avessero la sensazione che stanno per perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna, con l’Italia che probabilmente sarà la prossima, allora faranno un altro Gladio. Ero vicino alla rete Gladio. Come sapete istigarono il terrorismo pagandolo con soldi americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei. Per quanto riguarda l’assassinio di Aldo Moro, il pagamento è stato fatto attraverso lo stesso sistema come ti ho detto su.
D: Ackermann faceva parte di questo sistema di pagamenti?
A: (Sorriso) … E’ lei il giornalista. Guardì come la sua carriera è arrivata rapidamente alla cima.
D: Cosa pensa si possa fare per impedirglielo?
R: Beh ci sono molti buoni libri là fuori che spiegano il contesto e fanno chiarezza sull’argomento, come quello che ho citato di Perkins. Queste persone hanno veramente sicari che vengono pagati per uccidere. Alcuni di loro ricevono i soldi attraverso le banche svizzere. Ma non solo, hanno un sistema capillarizzato in tutto il mondo. Per evitare che esso venga scoperto sono addestrate a fare di tutto. Quando dico di tutto intendo tutto proprio.
D: Attraverso l’informazione si potrebbero sgominare?
R: Sì, bisogna dire la verità. Siamo di fronte a criminali davvero spietati, compresi grandi criminali di guerra. Sono pronti e in grado di uccidere milioni di persone solo per restare al potere e avere il controllo.
D: Può spiegarci dal suo punto di vista, perché i mass media in Occidente se ne stanno più o meno completamente in silenzio per quanto riguarda il gruppo Bilderberg?
R: Perche’ esiste un accordo tra loro e i proprietari dei mezzi di comunicazione. Alle riunioni vengono invitate anche alcune personalità di spicco del mondo dei media, ma viene detto loro di non riferire nulla di ciò che vedono o sentono.
D: Nella struttura del Bilderberg, vi è una cerchia interna che conosce i piani e poi c’è una maggioranza che segue solo gli ordini?
R: Sì. Hai la cerchia interna dedita al satanismo ci sono poi le persone ingenue o meno informate. Alcuni addirittura pensano di fare qualcosa di buono, nella cerchia esterna.
D: Secondo i documenti esposti e le stesse dichiarazioni, il Bilderberg ha deciso nel 1955 di creare l’Unione europea e l’Euro, quindi hanno preso importanti decisioni.
R: Sì e deve sapere che il Bilderberg è stato fondato dal principe Bernardo, ex membro delle SS e del partito nazista lavoro infine anche per la IG Farben, che era una sussidiaria della Cyclone B. L’altro tipo che ha fondato il gruppo era a capo della Occidental Petroleum, che aveva stretti rapporti con i comunisti dell’Unione Sovietica. Lavorarono per entrambe le parti, in realtà, però, queste persone sono fascisti che vogliono controllare tutto e tutti quelli che si frappongono sulla loro strada vengono “rimossi”.
D: Come fanno a mantenere queste operazioni fuori del sistema internazionale Swift?
R: Beh, alcune delle liste Clearstream erano vere in pricipio. Inserirono solo dei nomi falsi per far credere alla gente che l’intero elenco fosse falso. Anchehttp://www.blogger.com/img/blank.gif loro fanno degli errori. Il primo elenco era vero e si possono estrapolare un sacco di cose. Vedete, ci sono delle phttp://www.blogger.com/img/blank.gifersone in giro che scoprono le irregolarità e poi trasmettono agli altri la verità. Verranno poi ovviamente costituiti http://www.blogger.com/img/blank.gifdisegni di legge che ridurranno al silenzio questo genere di persone. Il miglior modo per fermarli è quello di dire la verità, portando alla luce le loro malefatte. Se non riusciamo a fermarli diventeremo i loro schiavi.
D: Grazie per questa intervista.

Fonte

da: http://www.nocensura.com